Questo è un esempio di una politica territoriale che funziona: integrazione di strumenti, visione di lungo periodo, scelte chiare e forti con indicatori oggettivi che possano dimostrare il conseguimento dei risultati. Certo, questo non significa che tutto sia risolto, ma sono buone notizie nella buona direzione.
Ho appena scoperto questo sito che merita di essere sfruttato, molto meglio di FB! Si tratta della nuova rete per le politiche urbane e regionali promosse dall’UE, un utile strumento di contatto e informazione a scala continentale.
Caldamente consigliato iscriversi, è gratis e basta seguire questo link
Ho appena ricevuto questa notizia dall´Agenzia Europea per l´Ambiente: un quarto delle emissioni di gas serra è dovuto alle case dove viviamo. Un dato che deve far riflettere sulle future sfide per il governo della città perché combina una sfida tecnologica (come ridurle) ad una politica (come implementare le tecnologie disponibili, combina una sfida ambientale (i gas serra) con una economica (come ridurre il consumo di energia) con chiare implicazioni sociali (se l´energia diventa sempre più un bene scarso, i più poveri rischiano di esser tagliati fuori) e sanitarie (sono noti i danni sulla salute).
E tutta questa partita si gioca nelle città perché è li che si trovano i maggiori consumatori. Chiaramente non è un problema che si risolve da un giorno all´altro e le soluzioni da cercare sono molto complicate, ma raccogliere questa sfida è sia un dovere sia una grandissima opportunità: migliorare l´efficienza energetica significa diventare più competitività, migliorare l´ambiente delle città e avere una capacità di trattazione del problema da poter rivendere altrove. So che non vi offro una soluzione, ma se ce l´avessi sarei già ricco.
cari planner, ecco una bella opportunità per tutti!
Il concorso invita professionisti e non di quarantotto Paesi europei a creare un annuncio pubblicitario che sensibilizzi e ispiri il pubblico sull’importanza della conservazione dell’acqua.
Si tratta di un’iniziativa del Centro di Informazione Regionale delle Nazioni Unite (UNRIC), in cooperazione con il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP), l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, e il sostegno del Consiglio dei
Ministri Nordico.
La competizione, che si apre il dieci dicembre 2011, Giornata internazionale dei Diritti Umani, si concluderà con la cerimonia di consegna dei premi a Parigi nel giugno 2012.
per informazioni clicca qui
Sono abbastanza arrabbiato per quanto successo a Genova (sempre che non ve lo siate già dimenticato). In questo momento, non sono neanche tanto arrabbiato per quanto successo (che pure …), ma soprattutto perché è una storia che si ripete ogni anno: arrivano le piogge, che in Italia non sono certo monsoniche, e ogni anno bisogna fare gli scongiuri sperando che la disgrazia tocchi agli altri.
Ah già, perché non ho detto che comunque almeno una disgrazia all’anno l’Italia se la subisce, a prescindere dai “noiosi” richiami alla prevenzione, che ormai pure gli “esperti” si sono stufati di farli.
Bene, quest’anno si sa che l’inverno sarà a rischio perché l’estate è stata brutta, il bel tempo ritardato a Settembre e questo è spesso associato ad un inverno particolarmente brutto. Ora, sapendolo, si prevenga, almeno ci si provi. Sia mai che qualcosa si riesca a ridurre, contenere, evitare… Almeno ci si provi a porsi il problema ora che lo sappiamo. Almeno quello …
Vi segnalo quest’interessante iniziativa dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA). Mappare il rumore in Europa con la partecipazione dei cittadini è un progetto ambizioso, ma di chiara utilità per comprendere la città. La dimensione del rumore è un elemento fondamentale che distingue la città dalla campagna. Certo, la città ha nei rumori un suo tratto identitario, ma non c’è chi non veda che l’esagerazione sia quanto mai dannosa. Un’esposizione prolungata al rumore può causare anche danni alla salute e la pianificazione della città non può prescindere dal considerare anche questo elemento.
Molto interessante sarà passare dalla dimensione analitica della mappatura dei rumori a quella dell’azione per ridurli o contenerli, la sfida si apre.
Un link ad un interessante studio su uno dei temi che dovrebbero essere prioritari per ogni planner: interessante la sfida di misurare il benessere nelle varie aree metropolitane mondiali considerando soprattutto gli aspetti legati alla salute. Andrebbe replicato sulle città italiane
Vi invitiamo tutti al seminario che si terrà in concomitanza con l’apertura del corso di Laurea in urbanistica
giovedì 13 ottobre 2011 in aula Rogers presso il Politecnico di Milano.
I mestieri dell’urbanistica oggi.
Mutamenti della domanda professionale
e orientamenti formativi.
Il futuro del mestiere dell’urbanista è tema per tutti i planner di rilevante interesse, ne è un po’ della nostra sopravvivenza, ma soprattutto della sopravvivenza di un’idea.
PlaNet Milano sarà presente e pronto per dare il suo contributo alla riflessione su questo importante tema.
Sarà anche l’occasione per far incontrare studenti e laureati, vecchi compagni di corso e nuovi colleghi.
Vi aspettiamo!!
Ho letto con grandissimo interesse questo articolo a cui voglio replicare perché tocca un tema non solo a me molto caro, ma anche di grande interesse.
La tesi che voglio sostenere è che avere una disciplina è utile e importante.
Cos’è una disciplina? Seguendo gli insegnamenti di Morin*, credo che una disciplina sia importante perché è una comunità riconosciuta di professionisti e ricercatori con un corpus teorico e metodologico attorno a un insieme di problematiche.
Andiamo per elementi.
Innanzitutto, una comunità di persone che fanno quel mestiere e di ricercatori che lavorano per migliorare quel mestiere deve essere inteso in senso ampio. Non un singolo specifico mestiere, ma un insieme di mestieri e non una singola facoltà, ma un insieme più ampio che, e questo è importante, si riconosce come comunità. L’Italia esiste perché ci sono degli italiani che si riconoscono come appartenenti ad una comunità, così l’economia esiste perché gli economisti si considerano tali. Di più, perché sappiamo che se vogliamo occuparci di economia come prima cosa chiediamo agli economisti. E guardate che questo è fondamentale.
Secondo, esiste un corpus di teorie e metodologie di riferimento: schemi mentali, modi di approcciare i problemi, epistemologie e quant’altro. Un corpus disciplinare è fondamentale affinché la comunità di cui sopra possa riconoscersi e dialogare, capirsi portando avanti un ragionamento collettivo. Non significa certo che tutti debbano condividere la stessa teoria, ma che queste possono confrontarsi, capirsi e avanzare. In medicina esistono diversi approcci, ma i medici sanno come capirsi e discutere di come curare una bronchite o un tumore, e se non lo sanno avanzano diverse teorie ed esperimenti e sulla base di quelle sanno confrontarsi per capire qual è quella più efficace.
Infine, e su questo forse l’analisi è più semplice per i planner, avere un oggetto di cui occuparsi. Il territorio, urbanizzato o meno che sia, è lì ed è un fenomeno di indagine.
Questo tema è per me un manifesto, non è solo l’applicazione delle teorie moriniane sulle discipline al nostro ambito: credo, anzi, che è sui primi due aspetti su cui bisognerebbe lavorare molto, soprattutto il primo ovvero quello di comunità disciplinare di professionisti e ricercatori che si riconoscono come un unica comunità.
Chiudo con un inciso: seguire questo ragionamento significa riconoscere il planning come disciplina sociale, non come tecnica ché lo statuto disciplinare tecnico ha basi diverse. Non è poco, pone una questione non solo su quale contesto accademico dovrebbe portare avanti l’indagine scientifica (un’università di scienze sociali, forse, più che un politecnico), ma soprattutto a quali discipline guardare: l’indagine urbana guarda agli aspetti sociali, politici, economigi, ambientali, igienico-sanitari, geografici più che alla scienza delle costruzioni, dei materiali o alla fisica tecnica.
* ad esempio, Edgar Morin, La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Milano, Cortina Editore, 2000.
A breve si terrà la IX biennale di Urbanistica, che dopo 14 anni torna in Italia e si terrà a Genova, tra il 14 ed il 17 settembre 2011.
Di seguito una breve descrizione tratta dal sito Biennale di urbanistica :
I grandi cambiamenti intercorsi in Europa e nel mondo richiamano la nostra attenzione sul ruolo che le città possono svolgere a sostegno della competitività del continente europeo.
Gli urbanisti intendono riflettere sul contributo che le discipline territoriali offrono allo sviluppo competitivo e coeso del continente europeo.
- Dalle città porto, storici punti di contatto tra l’Europa e il mondo, alle città che oggi svolgono il ruolo di porte di accesso.
- Considerare come la dimensione marittima influisce sugli sviluppi terrestri
- Applicare il pensiero strategico allo sviluppo urbano
- Valutare l’impatto urbano dei cambiamenti economici
- Analizzare come gli sviluppi infrastrutturali rafforzano le relazioni tra città e territori
- Riflettere sul ruolo della programmazione europea per lo sviluppo coeso del territorio comunitario
- Smart planning: l’impatto della innovazione tecnologica e culturale sullo sviluppo urbano
L’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, in collaborazione con l’ECTP/CEU, Consiglio Europeo degli Urbanisti, sono impegnati a garantire la partecipazione attiva degli urbanisti europei.
Qui è possibile scaricare il programma in pdf.





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